Almanacco del Monte Argentario: Eventi > Palio Marinaro > I rioni

 
  Gli altri capitoli
sul Palio Marinaro:


• La festa
• La storia
• La leggenda
• I tifosi
• I rioni

   
Bianco e rosso sono i colori del rione Croce.
Palio Marinaro di Porto Santo Stefano, 2000.
Foto: Andrea De Maria
 

    Il Palio Marinaro – I rioni    
 
Di Nazzareno Alocci
NdR
  Rione Croce
La contrada della Croce costituisce la parte centrale del paese, e confina con il mare e con gli altri tre rioni. Essa costituisce il nucleo storico di Porto Santo Stefano che, intorno alla chiesa, si sparse col tempo a macchia d’olio, dando origine agli altri quartieri.
 
Per la sua origine e posizione, la Croce ha svolto sempre la funzione di polo aggregante per tutta la cittadinanza. Tale funzione è espressa da una dei suoi simboli: la croce di Sant’Andrea. Questa, oltre ad essere un chiaro riferimento alla chiesa ed al culto del santo protettore dei pescatori, sottolinea il ruolo di crocevia dei rioni.
 
L’altro simbolo della Croce è il gabbiano reale, uccello che nidifica prevalentemente sull’isola di Giannutri ed è assai comune in tutta la costa maremmana. Folti gruppi di gabbiani si radunano sui tetti della Croce ed è sempre uno spettacolo affascinante osservarli quando spiccano il volo a stormi compatti e planano sulla scia dei pescherecci che di sera rientrano in porto risciacquando le reti.
 
Le vittorie (17) del rione Croce da 1937–2004:
1939, 1948, 1949, 1950, 1953, 1969, 1971, 1972, 1975, 1979, 1984, 1985, 1986, 1993, 1994, 1996, 1999.
 

   
Riferimenti
online:


Copyright

Cartina stradale di
Porto Santo Stefano


Rione Croce –
www.rionecroce.com


Sito ufficiale del
Palio Marinaro:
www.palio
argentario.it

 
 
Bibliografia:

Nazzareno Alocci,
Cosmo Milani,
Antonio Tosi:
Rione Croce.
Editrice Laurum.
Pitigliano, 2000.

     
Rione Fortezza
La contrada della fortezza, unica a non essere a diretto contatto con il mare, comprende quella parte alta di Porto Santo Stefano che circonda l’antica Fortezza spagnola. I fortezzaioli, pur essendo quelli che nella gara hanno ottenuto il minor numero di vittorie, si sono rivelati sempre autentici protagonisti della festa di Ferragosto. Nella sfilata del Palio, il gruppo della Fortezza risalta per i suoi originali costumi e il folclore dei personaggi.
 
I colori della fortezza sono il rosso, il giallo e il verde, mentre gli emblemi del suo scudo araldico sono la torre ed il somarello rampante. La torre simboleggia la vecchia fortezza spagnola che sovrasta Porto Santo Stefano, mentre il somarello ci riporta all’origine del Palio quando la contrada della Fortezza era abitata in prevalenza da contadini, che si servivano abitualmente di questo animale come mezzo di locomozione e per i lavori pesanti.
 
Le vittorie (9) del rione Fortezza da 1937–2004:
1951, 1965, 1973, 1978, 1987, 1988, 2002, 2003, 2004.
 

   
Riferimento
online:


Rione Fortezza –
www.rionefortezza.com


     
Rione Pilarella
La contrada della Pilarella comprende quella zona terminale del paese che dal mare sale fin sopra il Pianetto. Il suo nucleo centrale è costituito dalle “case del molo”, un agglomerato di edifici che procedendo parallelamente alla banchina, dal Piazzale dei Rioni, sia allunga fino al moletto della capitaneria.
 
Questi edifici formano l’angolo più suggestivo e pittoresco di Porto Santo Stefano. Questa zona è considerato il salotto buono del paese ed è anche il luogo di maggior richiamo turistico. Nei punti in cui la fila di case fa angolo verso il Piazzale dei Rioni, scorre ancora oggi la vecchia pila (fontana) che ha dato il nome al rione. Intorno a questa antica fonte nacque, tre secoli fà, il primo borgo marinaro e per intere generazioni i santostefanesi si sono qui recati per dissetarsi e attingere acqua per usi domestici.
 
 Questa sorgente si è guadagnata un posto nella storia d’Italia, perché è qui che sostò Garibaldi per rifornirsi d'acqua con le due navi che lo portarono dalla Liguria alla Sicilia, verso la gloriosa impresa dei Mille.
 
Uno dei segni caratteristici della contrada e l’anfora romana. Di questi antichi oggetti, utilizzati un tempo per trasportare via mare acqua, vino ed olio, sono ricchi fondali tra l’Argentario e le isole di Giannutri e del Giglio. L’altro simbolo della contrada è il delfino, animale che ha un posto particolare nel cuore dei marinai e di cui si tramandano numerose storie e leggende. I colori della Pilarella sono il rosso, l’azzurro e il bianco, e sono quelli che maggiormente hanno trionfato nel Palio.
 
Le vittorie (22) del rione Pilarella da 1937–2002:
1937, 1945, 1946, 1947, 1952, 1954, 1955, 1956, 1957, 1959, 1960, 1963, 1964, 1970, 1974, 1976, 1980, 1981, 1992, 1995, 1997, 1998.
 

   
Riferimento
online:


Rione Pilarella –
www.pilarella.com


     
Rione Valle
La contrada del Valle comprende la parte iniziale dell’abitato di Porto Santo Stefano. Essa coincide con quella vasta area piuttosto pianeggiante situata in corrispondenza del porto commerciale che va dalla Cetina alle Fornaci e si estende internamente lungo la valle del Campone, da cui prende il nome.
 
Agli inizi del ’900 tale zona era scarsamente abitata, pur essendo già sede di importanti attività lavorative. Fu nel dopoguerra che cominciò a svilupparsi dal punto di vista abitativo, finendo per diventare il quartiere più popoloso.
    I colori del Valle sono l’azzurro chiaro e il bianco, e nel suo stemma araldico figurano l’ascia e il faro. L’ascia, che costituiva il principale strumento di lavoro dei costruttori di barche, rappresenta la nascita del Valle. Essa ci porta con la memoria ai tempi in cui questa parte del paese, ancora disabitata, era luogo di lavoro dei calafati e dei carpentieri.
 
L’importanza di Porto Santo Stefano nel settore dei piccoli traffici marittimi aveva fatto sorgere la necessità di servizi a terra per provvedere alle periodiche operazioni di carenaggio e per questa ragione fu costruita la darsena. La darsena quindi costituì la culla del crescente rione ed è il luogo dove è nata una fiorente attività cantieristica e che con il tempo ha fatto sorgere al Valle moderni laboratori dove quelli che un tempo erano stati i giovani allievi di vecchi maestri d’ascia sono diventati affermati costruttori di caratteristiche barche da diporto. È in uno di questi cantieri che sono stati costruiti i guzzi con i quali si corre il palio.
 
Il faro che figura nello stemma del Valle è quello che si trovava in cima al molo della Cetina (oggi chiamato molo Garibaldi) che, verso la fine degli anni ’70, fu tolto di mezzo per effettuare i lavori di prolungamento del molo.
 
Le vittorie (14) del rione Valle da 1937–2004:
1938, 1958, 1961, 1962, 1966, 1967, 1968, 1977, 1982, 1983, 1989, 1990, 1991, 2001.
   
Riferimento
online:


Rione Valle –
www.rionevalle.it


 
 
Bibliografia:

Mario Ballini:
Rione Valle –
Palio Marinaro
dell’Argentario.
Editrice Il Messaggio,
Grosseto, 2002.

Nazzareno Alocci:
Pale a Prua –
Il palio marinaro
dell’Argentario
tra realtà, fede
e leggenda.
APT Grosseto, 1991

     

Sunto dal libro di Nazzareno Alocci: Pale a Prua – Il palio marinaro dell’Argentario tra realtà, fede e leggenda. Azienda Promozione Turistica, Grosseto, agosto 1991.
Sunto: Francesco Anderson

 
   
   
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