Almanacco del Monte Argentario: Natura > L’acqua sorgiva

   
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Cenni storici
sulle sorgenti

   
Sorgente sul Monte Argentario
Foto: Andrea De Maria
   

     
 
 
Le acque sorgive del Monte Argentario –
cenni storici
 
 
 Di Gian Luca Gozzo   È a tutti noto che l’acqua è alla base dell’origine della vita sulla Terra (l’organismo umano è formato da almeno il 70% d’acqua) e che la sua presenza, sotto forma di sorgente, fiume o lago, è stata, nella storia, un fattore di primaria importanza nelle scelte di insediamento umano, ed anche animale.
 
A questo assunto non si è sottratta l’area della Costa d’Argento, che fin dagli albori della storia è stata di forte richiamo per l’uomo il quale ha continuato a fissarvi la sua dimora superando, di volta in volta, pericoli e difficoltà.
 
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Il Monte Argentario, oltre ad aver avuto da sempre fama di sicuro riparo per tutte le imbarcazioni sorprese da fortunali e burrasche, era in grado di offrire tutti quegli elementi fondamentali alla vita dell’uomo, prime fra tutte le acque sorgive. Di queste ne hanno usufruito sia le varie comunità che si sono stabilite sul Promontorio che gli abitanti della cittadina di Orbetello.
 
Ma, ben presto, l’Argentario da "esportatore” di acqua è stato costretto a diventarne "importatore”: lo sviluppo economico, turistico e demografico che ha investito la Costa d’Argento ne ha notevolmente incrementato le esigenze di ordine idrico, tanto che le risorse del Promontorio, in tempi antichi copiose e abbondanti, dai primi decenni del Novecento cominciarono a rivelarsi non più sufficienti a sopperire alle molteplici esigenze della realtà sociale.
 
  Riferimenti
online:


Elenco delle sorgenti
del Monte Argentario


Le acque sorgive
del Monte Argentario –
quantità e qualità
 

 
 
 
Bibliografia

Gualtiero Della Monaca, Gian Luca Gozzo:
Sulle tracce degli antichi acquedotti di Orbetello e Monte Argentario.
Editrice Laurum,
Pitigliano, 2000.

 
 
 
    Cenni storici sulle sorgenti
Gli illustri viaggiatori che in passato ebbero la ventura di approdare sulla costa del Monte Argentario, in genere uomini di scienza e letterati, ma anche uomini d’arme, pontefici, nobili e monarchi, nel descriverne la particolare bellezza paesaggistica ed ambientale, non mancarono di fare almeno un accenno alla ricchezza ed abbondanza di risorsa idrica, dovuta alle numerose sorgenti sparse per tutto il suo territorio.
 
Tra le prime vaghe segnalazioni sul tema, ricordiamo quelle di Claudio Tolomei (1544), Pietro Cataneo (1547), Francesco De Marchi (1549), Paolo Giovio (1550), alle quali fecero seguito le più precise indicazioni di Ludovico Buzzelli (1613), Don Carlos Blom (1739) e Giorgio Santi (1795).
 
Anche nell’Ottocento, le acque sorgive del Monte Argentario continuarono ad essere menzionate e celebrate da tutti, sia per l’alta qualità che per la grande quantità: buona è l’acqua… (1801) *1; copiose ed ottime sorgenti… (1826) *2; le abbondanti e fresche acque… (1846)*2; vi è ricchezza d’acqua… (1865)*3; l’acqua che ne irriga le argentee cime, e purissima e fresca… vi scorre in ricchissima copia… (1869)*4; le acque grandemente utilizzabili… (1875)*5, le acque perenni e ottime che sgorgano in più luoghi… (1883)*6; abbonda di acqua potabile sorgiva… (1891)*7; le acque sorgive salubri e abbondanti… (1894)*8.
 
Tuttavia, nonostante le numerose, entusiastiche citazioni, notizie più precise sulle sorgenti del Monte Argentario, almeno fino a pochi anni fa, erano piuttosto scarse.
 
Per avere un primo quadro di conoscenze delle acque sorgive, bisogna attendere la fine del Settecento, quando Giorgio Santi, medico e naturalista toscano, nel suo “Viaggio secondo per le due provincie senesi”, soffermandosi sul Monte Argentario, afferma che copiose sono in questa penisola le sorgenti di acqua leggiera, limpida, fresca, e salubre, e nomina le Fonti di San Pietro, delle Scorpacciate, del Pispino, e dell’Appetito, che leggierissima, e passante è reputata attivissima a sgombrar la Maremmana, cioè gl’infarcimenti, e tumefazione del basso ventre mali frequenti in molti paesi della Maremma (*9).
 
Informazioni più dettagliate si trovano, poi, negli scritti di uno dei più famosi personaggi storici del comune di Monte Argentario, essendo stato il suo primo gonfaloniere, vale a dire il Cav. Sebastiano Lambardi, il quale nelle sue "Memorie" elenca le principali vene d’acqua che scaturiscono dal Monte: Pilarella (nel paese di Santo Stefano), Appetito, Calagrande, Bacarino, Carpina, Pispino, San Pietro, Capo d’Uomo, Maddalena, Calvello, De’ Frati, San Antonio, Acqua Ferrata, San Mamiliano, Sguazzatojo, Cannelle, Sant’Andrea, Molini di Port’Ercole e tante altre di minor conto, tutte perenni (*10).
 
     
   
*1 ASF, Miscellanea di Finanza, 538, n. 6.
*2 ASF, Regia Consulta, 2738, Cenni statistici del Vicariato di Orbetello,
*2 di G. Neri, 13 settembre 1826.
*2 SALVAGNOLI MARCHETTI A., Memorie economico-statistiche
*2 sulle Maremme Toscane, pag. 135.
*3 CARLOTTI D., Statistica della Provincia di Grosseto, pag. 25.
*4 NORCHI P., Descrizione del Monte Argentario, pag. 4.
*5 BRIZZOLARI L., Porto S. Stefano nel Monteargentario con li Statuti
*5 della ven. Confraternita ecc., pag. 102.
*6 ADEMOLLO A., Escursioni per il Monteargentario, pag. 2.
*7 LAMBARDI V., Relazione sull'opportunità dell'impianto
*7 di uno stabilimento siderurgico sul Monte Argentario, pag. 2.
*8 ADEMOLLO A., I Monumenti medio-evali e moderni della
*8 Provincia di Grosseto, pag. 248.
*9 SANTI G., Viaggio secondo per le due provincie senesi che forma
*9 il seguito del viaggio al monte Amiata, pp. 166-167.
*10 LAMBARDI S., Memorie del Monteargentario e sui paesi prossimi, pp. 89-90.
 
 
 
 
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