Almanacco del Monte Argentario: Natura > Mare > Ambiente pelagico

Profondità:

0–15 m
Infralitorale superiore


15–30 m
Infralitorale inferiore


30–50 m
Circalitorale superiore


50–150 m
Circalitorale inferiore


>150 m
L’ambiente pelagico


 
  In questa pagina:

Ecologia

Abitanti
Dove si trova
Immersioni
consigliate

   
Nella foto: Barracuda mediterranei (Sphyraena sphyraena) fotografati all’Isola del Giglio sulla Secca della Croce.
Foto: Alessandro Tommasi
 

     
 
 
Oltre 150 metri di profondità:
l’ambiente pelagico
 
   
 
  Ecologia
L’ambiente pelagico, o del grande largo, è caratterizzato dalla presenza di specie abituate a percorrere grandi distanze in mare aperto; talune di esse tuttavia possono avvicinarsi alla costa, in particolare durante la stagione riproduttiva. Specie tipiche sono Tonni, Ricciole, Palamite, Squali, Sgombri, Sardine, Barracuda, Calamari, ma anche i Delfini e gli altri grandi Cetacei.
 
Data la loro grande mobilità, alcune specie si spostano normalmente dai mari confinanti, compreso il Mar Rosso, a seguito del taglio del Canale di Suez awenuto a metà del 19° secolo (migrazioni Lessepsiane).
 
Esempio di questa migrazione è lo Squalo Pinna Nera o il più mite mollusco Brachidontes pharaonis. L’aumento della temperatura del Mediterraneo, in questi ultimi 50 anni, ha favorito l’adattamento di tali specie al nostro ambiente.
 
Abitanti
La Ricciola è una delle specie tendenzialmente pelagiche tipiche del Mediterraneo. Si avvicina alla costa nei mesi estivi, può raggiungere i due metri di lunghezza. Simili agli sgombri le Palamite che si riproducono in giugno e sono pesci migratori. I Barracuda mediterranei, presenti da alcuni anni in fitti branchi intorno alle isole del Giglio e di Giannutri, rappresentano un endemismo caratteristico del nostro mare anche se, a seguito dell’apertura del Canale di Suez, nelle porzioni più meridionali del Mediterraneo, è presente anche un’altra specie tipica dei mari tropicali.
 
Analoga sorte per lo Squalo Pinna Nera entrato dal Mar Rosso ed ormai pescato fin sulle coste tunisine, non pericoloso per l’uomo sebbene bellicoso. I grandi cetacei sono rappresentati da Odontoceti (dotati di denti) come i Delfini e Misticeti (dotati di fanoni), come la Balenottera Comune.
 
Importante a tale riguardo ricordare la recente nascita del Santuario dei Cetacei che va dalla Francia (Tolone) fino al Chiarone in prossimità di Capalbio.
  Riferimento
online:


L’Accademia
Mare Ambiente A.M.A.
e l’Acquario del
Monte Argentario


 
Internet:

www.acquario
argentario.com
Centro Didattico
di Biologia Marina

Porto Santo Stefano,
E-Mail: info@acquario
argentario.com


 
Bibliografia:

Acquario e dintorno,
Edizione Massimi,
Porto Ercole,
senza data.

Tommasi, Alessandro:
Il nostro arcipelago
Edizione Polistampa
Firenze, 1999.

Tommasi, Alessandro:
Istanti dal blu
Edizione Polistampa
Firenze, 2002.

     
Dove si trova
Per ammirare la fugace apparizione di animali pelagici è opportuno essere dotati di fortuna, oltre che di grande conoscenza delle abitudini degli animali che si vorrebbero incontrare. I luoghi più favorevoli per gli incontri sono le secche lontano dalla costa. All’Argentario si possono avvistare ricciole e palamite con una certa frequenza sulle secche dell’Argentarola, di Capo d’Uomo e di Mezzo Canale. All’Isola del Giglio sulla Secca della Croce e su Punta Capel Rosso, a Giannutri Sulle Secche del Pennello. Inoltre, intorno a tutto l’Arcipelago Toscano si possono awistare, sempre più frequentemente, balene e delfini che, nelle giornate di mare calmo, si awicinano alla costa lasciandosi ammirare in tutta la loro fugace bellezza.
 
Immersioni consigliate
L’immersione della Secca di Capo d’Uomo, nei mesi estivi è sicuramente consigliabile. Quella Fra tutte che può veramente riservare delle gradevoli sorprese in tema di avvistamenti è però la secca di Mezzo Canale. L’immersione è estremamente impegnativa e implica grande esperienza per la presenza quasi costante di forti correnti. Anche sulle Secche del Pennello a Giannutri capita di vedere palamite e ricciole ad una profondità che non richiede grande esperienza. Famosa per le Ricciole è pure la Secca della Croce all’Isola del Giglio: anch’essa non è particolarmente impegnativa.
   
Riferimenti
online:


Capo d’Uomo

L’Arcipelago
Toscano –
Isola del Giglio,
Giannutri, Pianosa,
Montecristo

Copyright

     

Gli autori sono tre dei quattro soci fondatori dell’Accademia Mare Ambiente S.M. di Monte Argentario. Alessandro Tommasi: tesoriere e coordinatore attività didattica. Primo Micarelli: direttore del centro. Maurizio de Pirro: segretario e coordinatore attività scientifica.
   
 
 
 
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