Almanacco del Monte Argentario: Natura > Birdwatching

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Versione
originale
(inglese)

 
  In questa pagina:

Intervista con un
gentiluomo inglese


Gli strumenti per
il birdwatching

Patanella e la
Laguna di Ponente –
come arrivarci.


   
Birdwatching a Patanella, nella Laguna di Ponente..
Foto: gm
 

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Traduzione di
Ilaria Celoni
  Intervista con un birdwatcher
James Champion (*1963) è un insegnante di lingue nato in Scozia. È un “birdwatcher” (alla lettera “osservatore di uccelli”) che ha viaggiato in lungo e in largo per tutto il mondo. Lo abbiamo incontrato nel gennaio del 2002 a Patanella, dove ci ha aiutato a individuare per la prima volta un Martin pescatore (Alcedo atthis).
   
     
Domanda: Per chi non ha il piacere di vivere nelle Isole Britanniche, il birdwatching può apparire un po’ strano, come il “train spotting”, la monarchia e il mostro di Loch Ness. È stato inventato dai Britannici?
James: Sì, sono stati i Britannici a inventare il concetto di birdwatching, così come hanno inventato altre diffuse attività ricreative, quali il calcio, il tennis e il golf, che penso nessuno possa definire “strane”. Il birdwatching divenne popolare nel Regno Unito all’inizio del ventesimo secolo, e la RSPB (Royal Society for the Protection of Birds – ndr) conta oggi circa un milione e duecentomila membri.
 
Domanda: Chi sono i birdwatcher? Anziane signore nel parco?
James: Il birdwatching, o per lo meno la protezione degli uccelli, in realtà iniziò ad opera di un gruppo di signore disgustate dal massacro indiscriminato di uccelli, specialmente Aironi bianchi maggiori (Casmerodius alba, ndr) e Svassi maggiori (Podiceps cristatus, ndr), le cui piume venivano utilizzate per confezionare cappelli. La maggior parte dei birdwatcher oggi sono persone del tutto normali, provenienti da ambienti diversi, affascinate dal fenomeno della migrazione, dalle abitudini di riproduzione e dal comportamento degli uccelli, a cui piace la sfida di scoprire qualcosa di nuovo e insolito oppure semplicemente gioiscono della bellezza degli uccelli.
 
Domanda: Che cosa fanno i birdwatcher? Individuano gli uccelli e li spuntano da una lista?
James: Ci sono diversi tipi di birdwatcher, alcuni più seri di altri, ma quelli che sono più simili ai “train spotter” sono chiamati “Twitchers”. Queste persone cercano di individuare quante più specie rare possibili nel Regno Unito o in un particolare continente, o nel mondo, e spendono grandi somme di denaro per viaggiare. Per esempio si recano nelle più sperdute isole al largo della Scozia, nella speranza di scorgere uno uccello nordamericano che si è perso, sospinto dal vento attraverso l’Atlantico, prima che voli via o addirittura che muoia! Queste persone si informano della presenza di tali uccelli telefonando alle “Bird-line” o tramite messaggi sui loro pager. Coloro che hanno visto più di 400 specie nelle Isole Britanniche hanno il diritto di entrare a far parte del “UK– 400–Club”.
 
Domanda: Il birdwatching è conosciuto anche in altre parti del mondo?
James: Il birdwatching è estremamente diffuso anche in Nord America, Australia, Nuova Zelanda e in altri paesi anglosassoni, così come in Svezia e nei Paesi Bassi. Si sta diffondendo anche in Francia, Spagna e Giappone. Una delle poche zone in cui non sembra prendere piede è la Germania, dove mi stupisco sempre di trovare stupende riserve naturali ma nessuno che vi osserva gli uccelli. Nel Regno Unito o nei Paesi Bassi trovi sempre persone che osservano gli uccelli nei parchi nazionali ed è facile trovare qualcuno che ti spieghi cosa sta guardando, ma in Germania questo è raro. La maggior parte delle persone si divertono a guardare gli uccelli, sempre che li vedano, ma poi non sembrano interessarsi al tipo di uccello che stanno guardando! Direi che è un atteggiamento un po’ strano! I birdwatcher in Germania sono generalmente biologi o ecologisti professionisti e l’osservazione degli uccelli fa parte del loro lavoro; sono in pochi a farlo per hobby. Credo che i Tedeschi non sappiano quello che si perdono!
 
Domanda: E i birdwatcher italiani?
James: Ho incontrato alcuni birdwatcher italiani, sia nella zona della laguna di Orbetello, dove ci sono alcune meravigliose riserve tenute dal WWF, sia all’estero. La LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli, ndr) è un’organizzazione in espansione, che conta circa 42000 membri. Sono molto attivi nella campagna contro la cattura e la caccia agli uccelli, così come nella creazione di riserve dove gli uccelli possono riposarsi e riprodursi in pace. Consiglierei caldamente a chiunque sia interessato alla protezione degli uccelli di associarsi a questa ottima organizzazione.
 
Domanda: Il birdwatching viene praticato maggiormente in gruppi organizzati oppure singolarmente?
James: È una questione di preferenza! Alcune persone preferiscono praticare il birdwatching in gruppo e organizzazioni come la RSPB hanno molte sedi locali che offrono escursioni o allestiscono il monitoraggio di specie rare. In molti paesi sono state compilate mappe dei luoghi di riproduzione o svernamento. Per realizzare tale mappatura il territorio è stato suddiviso in riquadri di 10 kmq; ciascun riquadro è stato visitato varie volte durante la stagione per determinare quali e quanti uccelli vi si trovano. Questo genere di attività richiede un’organizzazione. Molti tuttavia preferiscono praticare il birdwatching per conto proprio, come forma di relax.
   
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
“Essere fuori nella Natura, respirare aria pura e osservare il mondo naturale – il birdwatching procura tutte queste sensazioni, con il piacere ulteriore di sapere che non hai ucciso o ferito nessuno.”

James Champion
 
     
Domanda: Come fanno i birdwatcher a tenersi
informati?

James:Può avvenire in modo molto informale. Quando arrivano in un luogo famoso per i suoi uccelli, i birdwatcher si informano reciprocamente sulla presenza di uccelli interessanti. C’è un atteggiamento molto amichevole tra i birdwatcher e molti di loro sono felici di aiutarsi a vicenda. C’è comunque una piccola minoranza di persone che vede il proprio hobby in modo competitivo e non vuole condividere le informazioni. A parte questo, esistono numerosi canali di comunicazione più formalizzati. Innanzitutto ci sono le linee telefoniche a cui ho già accennato. Molti birdwatcher riferiscono per telefono a un numero centrale i loro avvistamenti, che vengono raccolti e in alcuni casi verificati prima di essere inseriti in un messaggio registrato. Questi messaggi, aggiornati più volte al giorno, comunicano quali uccelli sono stati visti e dove, spesso con precise indicazioni e coordinate. Il sistema che utilizza i pager funziona in modo simile, con dei segnali di avviso che vengono inviati immediatamente agli abbonati. Può essere frustrante se ti trovi in una riunione noiosa ma importante e il tuo pager ti avvisa che una super-rarità è apparsa nella tua zona e tu non puoi andare! C’è stato il famoso caso di un twitcher fanatico che ha lasciato la festa del suo stesso matrimonio per correre a vedere un rarissimo esemplare appena arrivato!!! Per fortuna anche la sposa era una birdwatcher ed è corsa via con il suo novello sposo! Molte informazioni vengono anche diffuse attraverso pubblicazioni, come riviste; quasi tutte le maggiori organizzazioni per la protezione degli uccelli hanno pubblicazioni regolari in cui si trovano articoli interessanti sulla popolazione degli uccelli. La LIPU ha anche realizzato un ottimo libro: “Dove osservare gli uccelli in Italia”, in cui sono descritti minuziosamente i siti di osservazione più o meno conosciuti in tutto il territorio italiano.
 
Domanda: Che importanza ha l’aspetto turistico del birdwatching?
James: Per lo meno nel Regno Unito, negli USA e nei Paesi Bassi i birdwatcher amano viaggiare, benché rimanga una nicchia ristretta nel mercato turistico. Il Regno Unito vanta un certo numero di operatori turistici specializzati come “Sunbird, Ornitholidays, Bird Quest, The Travelling Naturalist, Naturetrek”, ecc. Questi offrono viaggi intensivi per piccoli gruppi con guide esperte per visitare i luoghi di maggiore interesse in giro per il mondo. Ci sono compagnie di questo genere negli USA, nei Paesi Bassi e alcune perfino in Germania (!), come la Dr. Koch’s Reisen. Inoltre, molti birdwatcher preferiscono viaggiare in modo indipendente, organizzando per conto proprio itinerari e alloggi. Queste persone trascorrono le loro vacanze in luoghi che sono ospitali per gli uccelli. Esistono molte fonti di informazione per questo genere di turismo, compresi libri tipo “Dove osservare gli uccelli in…” (“Where to watch birds in…”). È anche facile ottenere resoconti scritti da birdwatcher che hanno visitato aree di particolare interesse.
 
Question: La nostra penisola ha un importante
patrimonio in termini di flora e fauna. Cosa pensano i birdwatcher dell’Italia, lo stato soleggiato per eccellenza in Europa?

James: Sfortunatamente l’Italia non ha una bella reputazione tra i birdwatcher, a causa della convinzione, giusta o errata che sia, che un gran numero di fieri cacciatori catturi, intrappoli e comunque massacri moltissimi uccelli migratori e uccelli che vengono a svernare in Italia. Gli abitanti del Nord Europa, impegnati nella protezione degli uccelli, trovano molto triste il fatto che gli uccelli da loro nutriti e che sono riusciti a crescere i piccoli vengano poi massacrati in Italia o in altri paesi dell’Europa meridionale. Uno dei luoghi più tristemente famosi è lo stretto di Messina, dove molti uccelli rapaci che lo sorvolano andando o tornando dalla Sicilia vengono uccisi dai cacciatori nonostante siano protetti. Attualmente esistono dei campi per volontari italiani e birdwatcher stranieri che monitorizzano il numero di uccelli che attraversano lo stretto e quelli che vengono uccisi e talvolta si scontrano con i cacciatori italiani. Tutto questo sembra molto negativo, ma ci sono dei segnali incoraggianti e l’Italia possiede alcune aree meravigliose per gli uccelli. Auguro alle organizzazioni italiane per la salvaguardia della natura che le loro campagne abbiano tutto il successo che meritano.
 

Bibliografia:

LIPU –
Lega Italiana
Protezione Uccelli:
Where to Watch
Birds in Italy,
A & C Black, London,
ISBN 0-7136-3867-2.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Riferimenti
online:


Birdwatching –
Il Lago di Burano


Avifauna locale
con elenco di oltre
cento specie

Copyright
 
     
Question: Da novembre a febbraio un numero straordinario di specie si raduna sul Monte Argentario eppure questa non è la tua stagione preferita per visitare l’Italia. Come mai?
James: Non direi che non mi piace venire in quel periodo, ma mi è difficile a causa del pesante pedaggio che gli uccelli devono pagare ai cacciatori in quei mesi. Il momento migliore per me è durante la migrazione primaverile, da marzo a maggio, quando la caccia non è permessa e si possono osservare gli uccelli serenamente, senza avere costantemente come sottofondo il suono degli spari e senza doversi chiedere se gli uccelli che stai osservando verranno uccisi o feriti non appena lasceranno le aree protette!
 
Question: Che rapporto hai con i cacciatori?
James: Conosco moltissimi cacciatori e non sono affatto contrario ad ogni forma di caccia. Ciò che non mi piace è il macello indiscriminato di uccelli migratori da parte di cacciatori dal grilletto facile che spesso non sanno che cosa hanno ucciso fino a dopo averlo fatto. Non credo affatto che tutti i cacciatosi siano così. Tuttavia bisogna dire che ci sono alcuni casi orribili che riguardano i cacciatori italiani. Esistono viaggi organizzati per cacciatori italiani, piuttosto simili ai viaggi organizzati per i birdwatcher di cui ho già parlato, in posti dove l’applicazione delle leggi è meno rigida. Alcune di queste organizzazioni pubblicizzano addirittura la possibilità di uccidere alcune specie protette. Le autorità ungheresi, per esempio, hanno talvolta sorpreso dei camion di cacciatori italiani che tornavano in Italia con un gran numero di uccelli morti, in un caso 14.000, tra cui alcune specie molto rare destinate a ristoranti dell’Italia meridionale. Questo, secondo me, è assolutamente inaccettabile.
 
Question: L’Inghilterra e la Scozia hanno una lunga tradizione di caccia. Qual è la differenza tra il Regno Unito e la penisola italiana?
James: È vero che nel Regno Unito c’è una lunga tradizione di caccia, ma il numero di specie a cui si potrebbe sparare è molto basso e altri metodi di uccisione di uccelli, come reti, trappole o pania, sono completamente sconosciuti. In Gran Bretagna molti cacciatori appartengono a un consorzio che può allevare uccelli come il fagiano (Phasianus colchicus, ndr) o la starna (Perdix perdix, ndr) che poi vengono lasciati andare all’inizio della stagione di caccia e uccisi durante diverse giornate nel corso dell’inverno. In Scozia c’è la famosa caccia alla Pernice Bianca di Scozia (Lagopus lagopus scoticus), in cui gruppi di battitori camminano allineati facendo molto rumore e stanando gli uccelli. Nonostante molti birdwatcher si oppongano a questo tipo di attività, i cacciatori svolgono un compito molto importante nel mantenimento dell’ambiente della brughiera che è indispensabile per le Pernici, e in molte zone in cui è cessata la caccia le Pernici sono scomparse! Quindi le principali differenze stanno nel numero di specie che possono essere uccise e nei metodi utilizzati. In Italia e in Francia, benché per ottenere la licenza di caccia ci sia un esame molto difficile che comprende il riconoscimento degli uccelli, in pratica pochissimi cacciatori conoscono le differenze tra specie simili e di solito prima sparano e poi fanno domande, sempre che le facciano.
 
Question: Conosco un paio di cacciatori dilettanti che si sono convertiti a guardie ecologiche. Credi che il birdwatching possa essere un’alternativa più civile o un salto evolutivo per cacciatori dilettanti?
James: Sicuramente. Molti cacciatori hanno una grande abilità nell’avvicinarsi agli uccelli in silenzio e alcuni di loro sanno molto sui movimenti degli uccelli. Può darsi che sentano la mancanza del brivido della caccia; in questo caso potrebbero darsi alla fotografia, che in questi tempi di macchine digitali è diventata molto più semplice e permetterà loro di tornare a casa con moltissimi “trofei” sotto forma di fotografie. Molti cacciatori inoltre dicono che ciò che amano davvero della caccia è semplicemente la sensazione di essere fuori nella Natura, respirare aria pura e osservare il mondo naturale. Il birdwatching procura tutte queste sensazioni, con il piacere ulteriore di sapere che non hai ucciso o ferito nessuno.
   
       
Domanda: E gli strumenti e giochi per il birdwatching?
James: La cosa più importante è, ovviamente, un buon binocolo. Molte persone credono che più potente è il binocolo migliore sarà la vista. In realtà non è così. La cosa più importante è trovare un buon equilibrio tra ingrandimento, campo visivo e luminosità. I binocoli dotati di elevato potere di ingrandimento tendono ad avere un campo visivo ristretto, cosa che rende più difficile individuare gli uccelli, e a dare un’immagine scura; inoltre ogni movimento delle mani risulta amplificato, quindi è difficile tenere fermo il campo di osservazione. Su ogni binocolo si trovano due numeri, per esempio 8x30. Questo significa che ingrandiscono 8 volte l’immagine e che il campo visivo è di 30 gradi. Questi sono perfettamente adeguati, ma molti birdwatcher ora preferiscono 10x42. I prezzi variano molto e i modelli migliori (prodotti di solito da Leica e Zeiss) costano fino a 1000 Euro. Comunque è possibile trovare un binocolo soddisfacente per 200-300 Euro.
 
L’altro strumento diffuso è il telescopio, o “spotting scope”, con un treppiedi. Il telescopio permette di osservare gli uccelli da distanze maggiori, cosa che risulta particolarmente utile nel caso degli uccelli acquatici. Sono diffusi ancora una volta Leica e Zeiss, ma anche Swarowski, Kowa e Nikon producono ottimi modelli. Fino a poco tempo fa i telescopi avevano oculari intercambiabili che ingrandivano l’immagine di 20, 30 o addirittura 60 volte, ma al giorno d’oggi la maggior parte dei telescopi dispone di uno zoom, consentendoti di utilizzare un livello basso di ingrandimento per localizzare gli uccelli e poi lo zoom per osservarli.
 
Un’altra nuova attività molto diffusa è il “digiscoping”, che consiste nell’utilizzare il telescopio come lente per la macchina fotografica digitale. I risultati sono straordinari. Si trovano in commercio degli adattatori che consentono di attaccare la macchina all’obbiettivo del telescopio. Non tutte le macchine fotografiche sono adatte a questo scopo; dovrebbero avere uno zoom interno piuttosto che esterno e una filettatura che permetta di avvitare l’adattatore alla macchina. La macchina più diffusa al momento tra i digiscoper è la Nikon Coolpix 4500.
 
Oltre a questi strumenti, è consigliabile non indossare indumenti di colori troppo brillanti!
     
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Patanella e la Laguna di Ponente
Nel bosco di Patanella sono stati allestiti un percorso botanico e alcuni capanni per l’osservazione. In febbraio ci abbiamo avvistato molte diverse speci di uccelli, tra cui un Martin Pescatore, dei Chiurli, un Airone Bianco Maggiore, una chiassosa colonia di Fenicotteri e un Gufo. Ideale per una passeggiata con bambini. Attenzione: nei mesi estivi proteggersi bene dalle zanzare!
Come arrivarci: Si prende la carreggiata sud della Strada Statale Aurelia e al Km. 149 si prende l’uscita Patanella. Sempre aperto al pubblico.
  Riferimenti
online:


Zzzzzanzare

Bimbi & Co –
il Monte Argentario
a misura di bambino

 
   

 
 
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